Gran parte del territorio dei Monti Sicani si colloca in un tipo di clima Mediterraneo-Temperato e il substrato che è possibile riscontrare in prevalenza è soprattutto di tipo calcareo, calcareo marnoso o argilloso, mentre le aree di tipo sabbioso ed arenaceo sono più limitate. La vegetazione, espressione di queste condizioni ambientali è caratterizzata quindi dall’essere tipicamente mediterranea ma poiché vi sono aree montuose con quote che superano i 1400 m s.l.m. (Monte Cammarata, Monte delle Rose, Pizzo Cangiatosi, Monte Barracù) è possibile riscontrare anche un vasto contingente di specie tipiche di aree più umide e fresche, che fanno di questo territorio un enorme serbatoio di specie vegetali tra cui numerose entità endemiche esclusive della Sicilia. Le praterie interessano vaste aree di vegetazione naturale; nelle zone più basse è possibile riscontrare le praterie a barboncino mediterraneo (Hyparrhenia hirta) oppure nelle aree argillose e calanchive quelle a prevalenza dello sparto steppico (Lygeum spartum); nelle zone a quote più elevate si riscontrano invece in prevalenza le praterie ad ampelodesma (Ampelodesmos mauritanica), oppure, soprattutto nelle aree densamente pascolate quelle a prevalenza di specie rifiutate dal bestiame (ferula, asfodeli e alcune ombrellifere come ad esempio il finocchio selvatico). In questi ambienti oltre alle specie menzionate fioriscono, soprattutto in primavera, numerose specie dai fiori vistosi come il giaggiolo siciliano, l’orchidea di Branciforti, e numerose altre orchidee appartenenti al genere Ophrys. I boschi che interessano il territorio sono per buona parte di origine artificiale, impiantati dall’Azienda Foreste della Regione Siciliana a partire dagli anni 50. Frequenti soprattutto nelle aree più basse i boschi a prevalenza di conifere quali il pino d’Aleppo e il cipresso comune, o anche su superfici più limitate i boschi ad eucalipto, mentre nelle aree più elevate queste due specie sono state sostituite dal cedro dell’Atlante e dal pino nero.I boschi naturali sono presenti nel territorio con vaste superfici solo in aree ristrette (Riserva del Fiume Sosio, Monte Scuro e Pizzo Potorno), sono caratterizzate dalla prevalenza di due specie di querce: il leccio, che colonizza le aree con più elevata rocciosità, assieme ad altre specie (come l’acero campestre, l’orniello e il carpino nero) e la roverella che si rinviene invece in quelle aree in cui il suolo e più evoluto. Numerose specie arbustive ed erbacee popolano poi il sottobosco di questi formazioni forestali (ciclamino, rosa selvatica, pungitopo, biancospino ecc…).Infine non vanno dimenticate i popolamenti vegetali che colonizzano aree più marginali (come quelle di rupe o i ghiaioni presenti sui versanti più scoscesi). Essi proprio per le loro difficili condizioni risultano in buona parte inaccessibili e non hanno risentito della pressione antropica. Ma proprio qui è possibile trovare gran parte delle specie rare dell’area Sicana quali ad esempio il cavolo rupestre (Brassica rupestris) il garofano delle rupi (Dianthus rupicola) e la camomilla delle Madonie (Anthemis cupaniana).